Roma si prepara a celebrare un anniversario storico: i 60 anni del Piper, il leggendario club di via Tagliamento, simbolo del beat italiano e di un'epoca irripetibile della cultura giovanile del nostro Paese. Fondato il 17 febbraio 1965, il Piper è stato un punto di riferimento per intere generazioni, non solo come locale di intrattenimento, ma come laboratorio culturale e artistico che ha contribuito alla nascita di nuovi linguaggi, nuove mode e nuove espressioni musicali.
Un luogo rivoluzionario
Nato in un momento storico cruciale per il costume e la società italiani, il Piper fu la culla di un movimento giovanile che per la prima volta si distaccava nettamente dalle generazioni precedenti, proponendo il beat, lo ye-ye e i nuovi balli che stavano rivoluzionando l'Europa e il mondo. Qui si ritrovavano i cosiddetti "capelloni", i giovani ribelli del tempo, in un ambiente lontano dalla rigidità dei "matusa". Sul palco del Piper si sfidarono gruppi che avrebbero segnato la storia musicale italiana, come Equipe 84, I Rokes e Mal dei Primitives, parte di quella colonia di artisti inglesi che trovarono fortuna proprio in Italia.
Un nome spicca tra tutti: Patty Pravo, passata alla storia come "la ragazza del Piper". Ma non furono da meno figure come Renato Zero e Loredana Bertè, che iniziarono proprio qui la loro carriera come ballerini nel gruppo di Rita Pavone, i famosi “Collettoni e Collettine”. In sala dominava anche l’icona Mita Medici, mentre tra il pubblico era facile incrociare personaggi del calibro di Alberto Moravia e Mario Schifano, che mescolavano il mondo dell'arte e della letteratura con quello della musica e del costume.
Concerti memorabili e miti internazionali
Il Piper fu il palcoscenico di concerti leggendari: Pink Floyd, Byrds, Procol Harum e i protagonisti del Progressive italiano passarono tutti da questo tempio del beat. La rivalità con il Titan, un altro storico club romano famoso per le sue jam session, aggiunse ulteriore fermento alla scena musicale della Capitale. Non si può dimenticare il mitico passaggio di Jimi Hendrix, che si esibì in uno spettacolo improvvisato dopo un concerto al Teatro Brancaccio.
La metamorfosi degli anni '80 e '90
Se negli anni '60 e '70 il Piper fu il simbolo dell'avanguardia culturale e musicale, nei decenni successivi la sua fama lo trasformò in uno spazio per concerti e serate da discoteca. Anche qui non mancarono momenti significativi, come il concerto di un'allora sconosciuta ragazza americana di nome Madonna, che si esibì sul palco del Piper prima di conquistare il mondo.
La festa dei 60 anni
Per celebrare i suoi primi 60 anni, il Piper ospiterà una festa all'insegna della nostalgia e dei ricordi, con i dj storici del locale e l’orchestra di Alberto Laurenti pronta a far rivivere i classici degli anni ’60. Il look d’epoca, minigonne, pantaloni a zampa e acconciature tipiche dell'epoca, saranno i protagonisti insieme a una sfilata di ospiti famosi che hanno segnato la storia di questo club unico.
Il Piper non è solo un locale storico, ma un monumento vivente alla cultura giovanile italiana, che continua a raccontare la storia di una generazione ribelle, creativa e desiderosa di cambiare il mondo a ritmo di musica17/02/2025
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